Gregory Hofmann & Elvis Merzlikins gli ultimi ad arrendersi: grazie di tutto

Gregory Hofmann

Gregory Hofmann e Merzlikins sono gli ultimi a lasciare il passo alla Zugo. Il Lugano ci mette il cuore ma non basta, la stagione finisce al 2° overtime.

Lugano – Ormai ci siamo, la partita di questa sera sarà inevitabilmente il crocevia di una intera stagione. Ossia sarà la fine definitiva oppure l’opportunità di giocarsi un’altra chance a Zugo, i tifosi che non hanno mai lasciato la squadra, meritano un finale diverso, quantomeno impegno e professionalità da chi è pagato per farlo. Ireland conferma gli stessi uomini di giovedì sera, la Corner Arena sarà gremita come sempre, le scuse sono finite come le chiacchere.

Gregory Hofmann
I tifosi del Lugano vicino alla squadra, Corner Arena gremita

Finalmente un buon Lugano che approccia in modo disciplinato, lo Zugo da parte sua è ben consapevole del forte vantaggio nella serie, gioca con più tranquillità pronto a colpire nei momenti in cui il Lugano lascia il passo. Dopo qualche fiammata per mano di Martschini e Suri, senza grossi pericoli per Merzlikins, Gregory Hofmann imbeccato da Haapala infila Stephan al 4′, bel tiro che trova impreparato il portiere. Lo Zugo non si scompone, ma non si rende molto pericolo anzi ancora Hofmann e Walker sfiorano il raddoppio. Poi solo penalità su entrambi i fronti che spezzano il ritmo dell’incontro ma senza cambiare il risultato.

Gregory Hofmann
Gregory Hofmann apre le marcature con una rete delle sue

Da una penalità si 2’+2′ contro Walker fischiata sul finire di primo periodo arriva il pari di Garrett al 21′ indovinando l’angolo da posizione defilata. Ci sarebbe l’occasione per riportarsi in vantaggio in power play ma in questa occasione si vede il solito Lugano. Ma nella superiorità numerica successiva questa volta Lapierre ne approfitta per il 2-1 al 27‘, rete comunque arrivata dopo un periodo di grande pressione e intensità. Sempre da una sciocca penalità a carico del canadese, arriva il pari Everberg al 33’ e poi un minuto dopo il vantaggio di Leuenberger con una azione ben manovrata che trova impreparata la difesa bianconera. Un secondo periodo che si chiude con un Lugano in pressione ma incapace di concretizzare le superiorità numeriche.

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Terzo periodo che inizia con il Lugano in doppia inferiorità numerica, i bianconeri reggono molto bene la pressione, Merzlikins attento senza sbavature. Grossa occasione con la traversa di Fazzini, preludio al pari del Lugano con Haapala con un bel tiro dalla distanza al 47′, nella dinamica del tiro il finlandese subisce una violenta carica alla testa che incredibilmente gli arbitri non sanzionano. Loeffel con una magia porta in vantaggio i bianconeri al 52′, ma la beffa è dietro l’angolo: nemmeno un minuto lo Zugo ritrova il pari con Albrecht. La fortuna non aiuta, però i powerplay vanno sfruttati, ma così non è, visto come viene gestita l’ultima superiorità in 5 contro 3. Serve un secondo periodo di overtime per spegnere i sogni di gloria e porre fine a una stagione imbarazzante, la rete di Flynn il sigillo finale per uno Zugo che ha meritato la qualificazione, fortunato in certi momenti chiave, ma la fortuna aiuta gli audaci

Gregory Hofmann
Everberg, classe esperienza e concretezza al servizio dello Zugo

Hc Lugano – Ev Zug: 4-5 ds (1-0, 1-3, 2-1, 0-1)
Reti: 4’35” Gregory Hofmann (Haapala) 1-0; 21’16” Roe 1-1; 27’38” Lapierre (Fazzini) 2-1; 33’13” Everberg (Roe) 2-2; 34’11” Leuenberger (Albrecht, McIntyre) 2-3; 47’58” Haapala 3-3; 52’34” Loeffel 4-3; 52’58” Albrecht 4-4; 95’33” Flynn 4-5.
LUGANO: Merzlikins; Chorney, Chiesa; Wellinger, Loeffel; Vauclair, Ulmer; Ronchetti; Gregory Hofmann, Sannitz, Haapala; Walker, Lajunen, Bürgler; Jörg, Lapierre, Bertaggia; Romanenghi, Morini, Fazzini; Reuille.
Penalità: Lugano 11×2′; Zugo 12×2’+10′.
Note: Cornèr Arena, 7’200 spettatori. Arbitri: Lemelin, Dipietro, Wüst, Progin

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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