Ev Zug di misura, il Lugano soffre ma c’è: il bello deve ancora venire

Ev Zug di misura, il Lugano incassa, rimane sempre sul pezzo mancando per poco l’overtime. Klasen fuori dopo solo 20′ per una botta al ginocchio. Finisce 3-2.

Zugo – Ci siamo, è arrivato il momento che può dare un senso alla stagione, serve cuore, grinta, mentalità vincente ossia essere da play-off. Gli uomini di Ireland lo hanno dimostrato nelle ultime tre edizioni arrivando in finale per ben due volte e in semifinale in una. Avversario di turno lo Zugo che nell’ultimo mese per ben tre volte ha incrociato la strada dei bianconeri sempre vittoriosi (l’ultima solo otto giorni fa alla Corner Arena) con la compagine di oltre Gottardo. Per l’occasione tra le fila bianconere ancora assente Julien Vauclair, confermati tutti i blocchi vittoriosi nella ultima gara casalinga con il Berna.

Ev Zug
Julien Vauclair indisponibile anche questa sera

Bertaggia già sulla panca puniti e Lino Martschini colpisce dopo solo 42″ di superiorità numerica. Box play messo subito alla prova dai padroni di casa, rete n.43 subita in inferiorità numerica da inizio stagione e i numeri freddi e crudi confermano al momento i punti deboli dei bianconeri. Il Lugano fa fatica ad ingranare e l‘Ev Zug ne approfitta immediatamente al 6’ con Simion per raddoppiare. Davvero un  approccio troppo timido,  fortunatamente Lapierre da la scossa al 10′ accorciando le distanze. Da qui in poi inizia un’altra partita per gli ospiti, ma da qui al fischio della prima sirena si registra solo un ferro ancora di Martschini e Merzlikins francamente poco impegnato ma attento e incolpevole sulle marcature dei padroni di casa.

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Maxim Lapierre accorcia le distanze per il Lugano

Martschini sembra avere un conto aperto con il Lugano, subito pericoloso ma Wellinger fa da scudo con il corpo, una penalità contro Reuille non crea problemi al box play bianconero. Tuttavia è Hofmann ad avere la grossa occasione per pareggiare ma Stephan dice no, da segnalare l’assenza in questo secondo periodo di Linus Klasen, dolorante al ginocchio. Un Ev Zug più dinamico, ma il Lugano non è parso mai in grosso affanno, anzi l’occasione più nitida è stata proprio quella del Top Scorer bianconero.

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2’+10′ a Lapierre per carica alla testa contro Klinberg, però il Lugano ne esce bene, come altrettanto Merzlikins su Lammer. La pressione dell’Ev Zug porta i suoi frutti con Flynn al 44′ per il 3-1, subito dopo Everberg manca la quarta rete. Il Lugano deve pattinare di più e nelle poche iniziative a disposizione per poco non accorcia con Walker. In ogni caso per fare male ai padroni di casa serve ben altro, troppo pochi tiri in porta per pensare di svoltare l’incontro, Merzlikins si supera  su Lammer ma su cambio di fronte,  Fazzini pesca Loeffel nello slot per la seconda rete del Lugano al 56′. I bianconeri capiscono che possono osare, mettono gran pressione, occasione con Burgler, Ireland si gioca il sesto uomo di movimento ma pur tenendo non riesce ad ottenere il pari. Vittoria comunque meritata, ma il Lugano ha saputo incassare e rischiare di portare l’incontro in overtime.  Appuntamento martedì 12 marzo alla Corner Arena per gara 2.

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Hofmann, è sua l’occasione più nitida del secondo periodo.

Ev Zug – Hc Lugano: 3-2 (2-1, 0-0, 1-1)
Reti: 2’17’’ Martschini (Roe) 1-0; 6’53’’ Simion (Leuenberger) 2-0; 10’05’’ Morini (Wellinger) 2-1; 44’44’’ Flynn (Suri) 3-1; 56’28’’ Loeffel (Fazzini) 3-2;
Lugano: Merzlikins; Chorney, Loeffel; Wellinger, Chiesa; Jecker, Ulmer; Ronchetti; Hofmann, Sannitz, Bürgler; Klasen, Lajunen, Lapierre; Jörg, Morini, Bertaggia; Reuille, Romanenghi, Walker; Fazzini.
Penalità: EVZ 3×2’ HCL 4×2’ +1×10’
Note: Bossard Arena 7’200 spettatori. Arbitri: Lemelin, Dipietro, Wüst, Progin.

 

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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