Damien Brunner mette il Lugano nel centro del mirino

Damien Brunner serata da quattro punti. Solo Fazzini in doppia cifra e Muller per un Lugano abulico e impreciso.

Lugano  – Seconda sconfitta, ancora tra le mura anche per il Lugano di McSorley. Un avvio di stagione zoppicante che denota qualche problematica a livello strutturale. Dopo una vittoria risicata al debutto con il Rapperswil, già con il Langnau qualcosa non ha funzionato sia a livello difensivo, sia in attacco dove gli sniper per eccellenza hanno manifestato una certa sterilità sotto porta. Certamente siamo solo all’inizio del campionato, eventuali processi sarebbero deleteri, ma non si può certo negare che qualche problema ci sia. Questa sera l’avversario non era certo abbordabile, anche perché il Bienne viaggia a pari passo con lo Zugo con molta regolarità, ma soprattutto non ha mai perso.

damien brunner
Fazzini in doppia cifra

A rendere più amara la sconfitta, l’hat-trick di Brunner che quando vede la sua ex squadra timbra regolarmente il cartellino, oggi poi coadiuvato anche dall’altro ex bianconero Luca Cunti. Giocatori che sulle sponde del Ceresio non hanno mai brillato e tantomeno dato quell’apporto che per il loro talento il pubblico si sarebbe aspettato. Ma è il passato, tuttavia il presente ci ha detto che il Lugano ha sempre dovuto rincorrere, ma con caparbietà ha recuperato fino al provvisorio 3-3. Protagonisti tra le fila dei bianconeri Luca Fazzini con una doppietta e Mirco Muller, suo il tiro dalla distanza per il terzo pareggio prima della capitolazione finale per mano di Kohler e Kunzle.

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Per Brunner tre reti e un assist

I Seelander hanno approfittato dei buchi difensivi concessi con troppa leggerezza dai padroni di casa ai quali vanno aggiunti anche erroracci in fase di impostazione come nel caso di Riva. I tiri nello specchio non sono certo mancati a differenza della precisione, solo Fazzini e Muller non hanno disatteso le aspettative. Boedker, ritornato dalla trasferta nel Giura con due assist, dando segnali di ripresa, questa sera è sembrato più abulico del solito. Ma chi veramente preoccupa è Arcobello che sembra irriconoscibile.  Il  Capitano incarna la controfigura di se stesso; può esser anche un momento, ma la sua storia anche in momenti negativi ha sempre detto altro.

A rimarcare il problema a livello difensivo le nove reti incassate  tra Langnau e Bienne. Schlegel però non rappresenta certo un problema, anzi senza il suo apporto i passivi sarebbero stati anche più pesanti. Serve un cambiamento anche veloce già da domani sera con il Ginevra Servette a Les Vernets.

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Mirco Muller per il provvisorio 3-3

Overtime: approcci sbagliati, buchi difensivi, fantasmi di un passato non troppo lontano sembrano riaffiorare nonostante gli interpreti siano cambiati. Guerra anche oggi in tribuna, Carr indisponibile a tempo indeterminato, Arcobello, Joseph e Boedker non pervenuti.  McSorley non ha ancora trovato la quadra e questo ci può anche stare. Ben dieci giocatori si sono avvicendati nella rosa, però certe disattenzioni potrebbero esser evitate. Gli stranieri per diversi ragioni stanno trovando difficoltà anche imprevedibili. Il tempo però non aspetta nessuno, serve una svolta che può solo arrivare con una pesante vittoria con un avversario di spessore. Una cosiddetta prova di forza. Ma soprattutto i bianconeri  devono ritrovare i giusti equilibri.

Hc Lugano –  Ehc Bienne: 3-5 (1-1; 2-2; 0-2)

Reti: 3′ Damien Brunner (Cunti) 0-1; 18′ Fazzini (Arcobello, Alatalo) 1-1; 21′ Damien Brunner (Cunti) 1-2; 26′ Fazzini (Arcbello, Nodari) 2-2; 33′ Damien Brunner (Rathgeb) 2-3; 38′ Müller (Josephs, Bertaggia) 3-3; 44′ Kohler (Hofer) 3-4; 52′ Künzle (Damien Brunner) 3-5.

Hc Lugano: Schlegel; Riva, Alatalo; Müller, Loeffel; Wolf, Chiesa; Nodari; Stoffel, Arcobello, Fazzini; Morini, Herburger, Boedker; Josephs, Thürkauf, Bertaggia; Tschumi, Walker, Traber; Vedova.

Penalità: Lugano 1×2′; Bienne 1×2′ + 1×5′ + 20′ (Penalità di partita).

Note: Cornèr Arena 4’856 spettatori. Arbitri: Stricker, Mollard; Schlegel, Progin.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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