Damien Brunner da Oscar nella “Maledizione di Damien 2”

damien brunner

Damien Brunner con un Hat-Trick si congeda dalla Corner Arena nel giorno del suo ritorno a Lugano. I bianconeri durano un tempo, poi crollano mentalmente sotto i colpi di un Bienne poco appariscente. La classifica e la situazione Hofmann, non danno serenità ad un ambiente ancora sotto shock e non solo dalla figuraccia al Lido.

Lugano – A distanza di una settimana dalla figuraccia al Lido di Rapperswil, il Lugano scende in pista con il Bienne,  una diretta contendente al titolo, tra le cui file spicca l’ex di turno Damien Brunner che per la prima volta in stagione scende alla Corner Arena da avversario. Nel primo incontro alla Tissot Arena, fu proprio lui a siglare il punto vincente del 3-2 dopo che i bianconeri si erano portati in vantaggio con ben due reti di margine per poi dilapidare il tutto e venire beffati dall’ex. Questa sera il Lugano non può permettersi passi falsi, in quanto avendo un ruolino di marcia in trasferta imbarazzante (una sola vittoria), deve per forza fare punti causa una classifica cortissima sia sopra che sotto la linea. Ireland deve fare a meno in difesa di Vauclair, in attacco di Klasen, Cunti, Bertaggia, ma ritrova il finnico Haapala assente sabato scorso. Il Bienne è reduce da quattro sconfitte consecutive,  filotto negativo che la dice lunga sullo stato di forma degli uomini di Tormanen,  comunque al completo questa sera.

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Linus Klasen, oggi spettatore nella gara con il Bienne

Il Lugano cerca fin da subito di prendere in mano l’iniziativa, ma la disciplina tattica è l’elemento che contraddistingue le due contenenti. Dopo cinque minuti di completa apatia, prima Riat per gli ospiti,  poi Haapala per i bianconeri, scaldano le pinze dei portieri,  fino a questo momento completamente inoperosi. Da un ingaggio vinto nelle slot ospite,  nasce il vantaggio del Lugano al 12′ con un tiro al volo di Burgler che non lascia scampo a Hiller. La rete del vantaggio galvanizza i bianconeri  che raddoppiano con Haapala al 18′ su assist di Chorney, dopo una bella azione manovrata e impostata dall’ex Washington Capitals; doppio vantaggio meritato di un primo periodo piacevole.

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Dario Burgler apre le danze con un bel tiro al volo

Un Bienne timido nei primi venti minuti cerca di approcciare nel secondo periodo con quella aggressività necessaria per fronteggiare un Lugano comunque non certo entusiasmante. Tylor Chorney è l’uomo in più dei padroni di casa, dopo un inizio di stagione titubante, ha pian piano alzato il suo rendimento fino a diventare una costante certezza. Una penalità contro Hofmann costa il primo punto del Bienne con Hugli al 25′ dopo un batti e ribatti davanti a Merzlikins; seelander meno timidi si, ma allo stesso tempo poco lucidi,  anche questa sera la velocità d’esecuzione della manovra, vera arma letale degli ospiti, viene a mancare. Come detto il Lugano è la copia sbiadita di quello visto contro il Gotteron solo una settimana fa, un’altra penalità costa non solo il pari al 58′ ma anche il vantaggio del Bienne per mano dello stesso Brunner nello spazio di un minuto. Un secondo periodo imbarazzante per i padroni di casa con un parziale di 0-3.

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Per il Lugano l’ingresso nel terzo periodo non illude gli spettatori, sempre Brunner sfiora la quarta rete,  marcature bianconere approssimative e i risultati si vedono. Un power play non viene sfruttato a dovere dagli uomini di Ireland ma come ripetuto in altre occasioni è uno dei peggiori della lega, anzi  Sannitz si prende due minuti più dieci di penalità disciplinare e fortunatamente gli ospiti non ne approfittano. Il Lugano non sembra in grado di girare l’inerzia dell’incontro, anzi è ancora Brunner (tripletta) a chiudere la pratica al 58′ di un incontro dove i bianconeri hanno giocato solo un periodo per poi sciogliersi come neve al sole sotto i colpi dell’ex, inutile il gol di Fazzini al 59′. Mentalmente la squadra non c’è, la figuraccia al Lido nonostante una settimana di pausa non è stata superata e la situazione di Hofmann non aiuta certo l’ambiente. La classifica ritorna ad essere preoccupante, sotto la linea e con una settimana a guardare le altre prima del derby alla Corner Arena.

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Damien Brunner (qui ai tempi dei New Jersey Devils) torna alla Corner Arena ed è subito protagonista

Hc Lugano -Ehc Bienne: 3-4 (2-0, 0-3, 1-1)
Reti: 12’21” Bürgler (Lapierre) 1-0; 18’28” Haapala (Chorney) 2-0; 25’31” Hügli 2-1; 39’39” Brunner (Pedretti) 2-3; 58’08” Brunner 2-4; 59’48” Fazzini 3-4.
LUGANO: Merzlikins; Chorney, Chiesa; Wellinger, Ulmer; Riva, Loeffel; Ronchetti, Jecker; Hofmann, Sannitz, Haapala; Jörg, Lajunen, Walker; Morini, Lapierre, Fazzini, Reuille, Romanenghi, Bürgler.
Penalità: Lugano 4×2’ +1×10’ Bienne 2×2’.
Note: Cornèr Arena 6’031 spettatori. Arbitri: Wiegand, Oggier, Castelli, Wüs

 

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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