Bando di viale Geno, verdetto ribaltato. La Como Nuoto non ci sta.

bando di viale geno

Il Consiglio di Stato dà ragione alla Pallanuoto Como, ma il pasticcio del bando di viale Geno potrebbe non finire qui. Lo storico club annuncia battaglia.

Sono trascorsi 517 giorni dalla gara indetta dall’amministrazione di Como per l’assegnazione della piscina di viale Geno e del relativo ristorante, ma ancora non è del tutto chiaro chi è il vincitore. L’Italia è anche questa, oseremmo dire in tempi di coronavirus in cui la Cina è in grado di realizzare una struttura ospedaliera nel giro di pochi giorni, mentre qui occorrono anni per capire chi gestirà una determinata struttura. “Sottile” differenza. Una serie di errori, di ricorsi, di cavilli che hanno chiamato e stanno chiamando in causa Tar, Consiglio di Stato, legali e chissà mai magari anche la Cassazione, per una partita che si sta prolungando oltremisura.

Un bando di viale Geno inizialmente vinto lo scorso dalla Como Nuoto con un differenziale davvero esiguo, 0,44 punti. Che non bastò, perché la controparte (Pallanuoto Como e Crocera Stadium) decise di fare ricorso al Tar. E ci vide giusto, poiché il bando non fu annullato per i motivi originariamente sollevati ma poiché venne ravvisata un’irregolarità nell’apertura della busta, che non avvenne in seduta pubblica. A questo punto la centenaria società decise di appellarsi al Consiglio di Stato insieme al Comune di Como, con quest’ultimo che provò a mettere una pezza temporanea proponendo, in attesa della pronuncia, un mini-bando per la gestione provvisoria del complesso (vinto pochi giorni fa da Pallanuoto-Crocera offrendo soltanto 300 euro in più).

Una trovata che sembrerebbe servita a poco. Perché giusto martedì scorso il Consiglio di Stato si è finalmente espresso, ribaltando l’esito del 28 settembre 2018 e ravvisando un errore nel calcolo di una parte del punteggio degli sconfitti, riguardante i tesseramenti. Ed esprimendosi così: “Per cui il secondo motivo del ricorso introduttivo, contestato con il capo A dell’appello principale in esame e reintrodotto nell’attuale grado di giudizio dal terzo motivo dell’appello incidentale di Pallanuoto Como deve essere accolto, con la conseguenza che quest’ultima, in base alla formula matematica di attribuzione del punteggio decisa dalla commissione, avrebbe dovuto ottenere 9,47 punti invece degli 8.56 ricevuti con l’incremento di 0,91 punti che le avrebbe permesso, come le permette, di sopravanzare di 0,44 l’attuale appellante principale ed aggiudicataria l’Associazione Sportiva Dilettantistica Como Nuoto, e di ottenere a propria volta l’aggiudicazione, non ostandovi la gara successivamente indetta dal Comune di Como successivamente all’annullamento della procedura pronunciato con la sentenza del Tribunale amministrativo della Lombardia, oggetto dell’impugnazione in esame dato che, come si vedrà nel prosieguo, non si rinvengono fondatezze nell’appello incidentale della Como Nuoto”.

Insomma, per poter subentrare nella sede di viale Geno, alla Pallanuoto Como manca soltanto l’assegnazione da parte dell’amministrazione locale. Ma Mario Bulgheroni,  presidente della Como Nuoto e contattato da noi telefonicamente, ancora non ne vuole sapere di ammainare la bandiera, ed è convinto di poter far prevalere le ragioni del proprio sodalizio. “Il Consiglio di Stato ha fatto un ricalcolo dei loro atleti, peccato che manca anche il nostro. Ora il Comune se vorrà fare l’assegnazione, dovrà chiedere anche a noi gli stessi dati, altrimenti è una cosa che non sta in piedi. Quindi o integrano con gli stessi dati chiesti agli altri, oppure il bando di viale Geno andrà rifatto, perché altrimenti non è equilibrato. E se l’assessore Francesco Pettignano non farà tutto ciò, andrò per vie legali. Inoltre nel dispositivo del Consiglio di Stato non c’è scritto che la struttura verrà assegnata alla Crocera Stadium di Genova insieme alla Pallanuoto Como, anche se era una cosa lecita prevista dal bando. “.

 

bando di viale geno
Mario Bulgheroni, presidente Como Nuoto

Qui potete leggere il comunicato stampa integrale della Como Nuoto per voce del proprio presidente. La sensazione, è che la vicenda non sia ancora del tutto chiusa.

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Redazione
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