Amministrative Como e sport: le posizioni dei candidati sindaci

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Con le amministrative di Como alle porte, si è svolto ieri un dibattito pubblico promosso dal Panathlon Como presso la biblioteca cittadina.

Meno di due settimane a domenica 12 giugno, giornata nella quale si svolgeranno le elezioni amministrative 2022. Tra i 978 comuni chiamati a votare c’è anche quello del capoluogo lariano, attualmente guidato dalla giunta di Mario Landriscina. Tra i settori più trascurati nel suo quinquennio c’è sicuramente quello dello sport, in una città che negli ultimi anni si è ritrovata senza la sua piscina olimpionica (ma anche altre necessitano d’interventi), nonché con altri impianti quasi fatiscenti come stadio e palazzo del ghiaccio. Oltre all’irrisolta, da tempo, questione del palasport di Muggiò.

Motivi che hanno attirato l’interesse di numerose persone per la serata organizzata ieri sera dal Panathlon Club Como. Un dibattito pubblico che si è svolto presso la biblioteca comunale Borsellino, moderato da Michele Sada, capo cronista del quotidiano La Provincia. Le domande hanno spaziato dagli impianti all’inclusione, dagli eventi ai sostegni alle società, dagli investimenti alla sostenibilità, all’etica e al fairplay. Di seguito riportiamo in primis le visioni dei candidati alle amministrative di Como, poi sintetizzeremo le loro posizioni a riguardo delle strutture comasche più importanti.

La locandina del Panathlon Club Como ideata per il dibattito sulle amministrative di Como

Roberto Adduci (Comitato Assemblee Popolari)

“Nel momento in cui un comune tenta di monetizzare su un determinato servizio, ciò diventa un problema. Si parla sempre di edifici ma mai di persone, invece bisognerebbe chiedersi più spesso se esse e le loro famiglie hanno la possibilità di accedere alla pratica sportiva. A nostro avviso questa deve essere la vera priorità”.

Fabio Aleotti (Como in Movimento Stop inceneritore)

“A luglio il nuovo sindaco potrà apportare le modifiche a bilancio necessarie e buona parte degli stanziamenti saranno a favore degli impianti sportivi, una quota aumentata rispetto al passato. Però non potrà essere tutto a carico amministrazione, il partenariato pubblico-privato spesso dovrà rivelarsi fondamentale. Come lo saranno le concessioni, perché le società devono avere un certo tempo per rientrare da quelle spese sostenute per interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. L’amministrazione dovrà avere quel ruolo di promotore e coordinatore necessario per portare avanti le strutture del territorio con una certa qualità”.

Adria Bartolich (Civitas e il Bene Comune)

“C’è l’esigenza di fare un lavoro molto grosso per gli impianti sportivi, poiché la situazione è tragica. Le società sportive hanno concessioni molto brevi e ciò non va bene, poiché non permette di accedere al credito sportivo o di fare dei lavori. Andrebbero allungate, non sono per quelle secolari ma certamente per più di due anni. Abbiamo bisogno di finanziamenti, il PNRR può essere una chance ma è da usare con cautela perché i debiti che facciamo sono nei confronti dei nostri figli. Meglio i progetti europei”.

Vincenzo Graziani (Verde è Popolare)

“Alcuni giorni fa ho partecipato a un incontro in cui c’era il presidente Tavecchio e ho capito che le società sportive possono farcela da sole, se non hanno vincoli e se hanno una buona sinergia con il privato. Il comune deve recepire le richieste di esse per poi estendere un piano di finanziamento sulla base delle varie esigenze.  Servirebbe inoltre che ci sia più snellezza da parte dell’amministrazione comunale”.

Francesco Matrale (Italexit)

“A Como c’è un degrado non solo in ambito sportivo ma in qualsiasi comparto. Cercheremo di essere un’amministrazione attenta alla manutenzione degli impianti ma vorremmo anche aprire un tavolo insieme alle varie associazioni. Per quanto riguarda la zona dello stadio, essendoci già altre strutture come l’Aeroclub, la Canottieri Lario, lo Yacht Club, il Tempio Voltiano e il Monumento ai Caduti, sarebbe buona cosa provare a decongestionarla dal traffico”.

Barbara Minghetti (Centrosinistra)

“Il problema delle concessioni scadute o in scadenza, rappresenta un circolo vizioso: se non ci sono i lavori non partono, se i lavori non partono non possono essere estese le concessioni. La maggior parte delle palestre scolastiche ha un problema d’agibilità, va risolto perché oltre agli istituti poi le strutture potranno essere usufruite anche da alcune società. Tutte problematiche che non sono nate negli ultimi dieci anni ma dettate da un’incuria di almeno venti. Fondamentale sarà avere un ufficio adibito alla programmazione”.

Giordano Molteni (Centrodestra)

“Bisogna cercare di portare a casa gli 11 milioni del PNRR che si sommerebbero ai 3,450 del fondo regionale. Più che grandi strutture, il problema vero sarà quello di rimettere a norma quelle più piccole, che spesso rientrano in un discorso legato a scuole e università. Ciò ci permetterebbe di veicolare nella nostra città anche molti studenti universitari. Per noi sarà poi fondamentale avviare un progetto che possa riguardare tutti i ragazzi Under 14, potremmo dare una mano a tutte quelle società che li hanno fra le proprie fila”.

Alessandro Rapinese (Rapinese Sindaco)

“I soldi non sono il vero motore di tutto. Le concessioni sono strumenti del diritto amministrativo che si rivolgono a beni non disponibili.  Tra di essi figurano le strutture sportive, che vanno affidate a quei sodalizi che hanno un valore sociale. Abbiamo 18 milioni di avanzo disponibile, di cui 9 indisponibili poiché fanno parte della quota frontalieri ma utilizzabili per impianti sportivi. Abbiamo 35 milioni di fondo crediti che se incassati diventerebbero 70, una quantità di denaro mostruosa. L’obiettivo è arrivare ad avere una cittadella dello sport e personalmente mi terrò la delega all’assessorato per lo sport e quella per il patrimonio, sono inscindibili”.

Piscina di Muggiò

Sulla stessa lunghezza d’onda Fabio Aleotto, Adria Bartolich, Barbara Minghetti e Giordano Molteni: proseguire con la strada già intrapresa del project-financing che prevede sei mesi per il bando e un anno di lavori. Per un totale di 10 milioni di euro.

Di parere ben differente Alessandro Rapinese, secondo il quale con 520 mila euro si potrebbe riattivare subito. Per aprirla il primo possibile anche Vincenzo Graziani, mentre per Francesco Matrale bisognerebbe approfondire quale strada sia la più praticabile.

Stadio Sinigaglia

Sono per lasciarlo in città Barbara Minghetti, Giordano Molteni e Alessandro Rapinese. A questi si accoda Adria Bartolich, tuttavia restia a una concessione secolare e secondo la quale i 40 milioni pronti da parte del Como 1907 potrebbero essere insufficienti.

Al contrario Francesco Matrale auspica un impianto fuori città, per fare spazio a una cittadella dello sport e decongestionare la zona dal traffico. Vincenzo Graziani attende un incontro col club ma sposa l’idea di una cittadella. Fabio Aleotti invoca invece una consultazione popolare e preferirebbe una struttura polifunzionale, non solo per il calcio. Anche Roberto Adduci spera in un maggior coinvolgimento di persone e società.

Palasport di Muggiò

Abbastanza unanime il parere che il progetto già avviato debba proseguire, attingendo ai fondi del PNRR. Tuttavia per Alessandro Rapinese 10 milioni sarebbero recuperabili dal progetto piscina e sarebbe per una variazione a bilancio istantanea. Francesco Matrale ha rilanciato invece l’idea di una cittadella dello sport ma in Viale Sinigaglia.

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Redazione
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